FERIE E MALATTIA: COSA SUCCEDE SE IL LAVORATORE NON RIENTRA AL TERMINE DELLE FERIE?
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A cura di Francesco Geria
Il mancato rientro del lavoratore al termine delle ferie è una situazione che può creare dubbi e difficoltà gestionali per l'azienda. Nella maggior parte dei casi, l'assenza è legata a due circostanze: l'insorgenza di una malattia durante il periodo di ferie oppure il prolungamento non autorizzato delle stesse.
Comprendere quando la malattia sospende le ferie, quali sono gli obblighi del lavoratore e come deve comportarsi il datore di lavoro è fondamentale per gestire correttamente questi eventi ed evitare contestazioni.
QUANDO LA MALATTIA INTERROMPE LE FERIE
Se il lavoratore si ammala prima dell'inizio delle ferie, il periodo di ferie non può essere fruito e viene rinviato a un momento successivo. Una volta terminata la malattia, sarà il datore di lavoro a decidere quando concedere le ferie residue, valutando le esigenze organizzative aziendali. Il dipendente, quindi, non può scegliere autonomamente le nuove date di fruizione.
Diversa è la situazione in cui la malattia insorga durante le ferie già in corso. In linea generale, il periodo di ferie viene sospeso e sostituito dall'assenza per malattia, purché la patologia sia tale da compromettere il recupero psicofisico del lavoratore.
NON TUTTE LE MALATTIE SOSPENDONO AUTOMATICAMENTE LE FERIE
Un aspetto spesso trascurato riguarda la gravità e la natura della malattia. La sospensione delle ferie non opera automaticamente per qualsiasi disturbo, ma solo quando lo stato patologico impedisce effettivamente il normale recupero psicofisico del lavoratore.
La valutazione compete al medico curante, che stabilisce se sussistono i presupposti per il rilascio del certificato medico.
Il datore di lavoro, inoltre, può ricorrere ai controlli sanitari previsti dalla normativa per verificare che la malattia dichiarata sia effettivamente incompatibile con la funzione di riposo e recupero propria delle ferie.
GLI OBBLIGHI DEL LAVORATORE
Per ottenere il riconoscimento dell'assenza per malattia durante il periodo feriale, il lavoratore deve rispettare precisi adempimenti.
In particolare, è tenuto a comunicare tempestivamente al datore di lavoro il proprio stato di malattia secondo le modalità previste dal contratto collettivo applicato in azienda e a trasmettere il numero di protocollo del certificato medico entro 48 ore dall'inizio dell'assenza.
Attenzione alle malattia insorte durante un soggiorno all’estero. Anche in tal caso sussiste l’obbligo di rivolgersi ad un medico o ad una struttura sanitaria locale al fine di produrre la certificazione o documentazione necessaria da trasmettersi nelle tempistiche previste (sia all’Inps che al proprio datore di lavoro).
Qualora, poi, la malattia insorgesse in un Paese extra Unione Europea non convenzionato con l’Italia la certificazione – da inviare sempre nelle tempistiche previste – dovrà essere “legalizzata” e cioè riprodotta in lingua italiana con traduzione giurata a cura degli organi consolari o ambasciate italiane nel Paese di soggiorno.
E SE SI AMMALA IL FIGLIO?
La normativa prevede specifiche tutele anche nel caso di malattia del figlio. In particolare, qualora vi sia un ricovero ospedaliero e siano rispettate le regole previste per la fruizione dei congedi dedicati, il genitore lavoratore può richiedere la sospensione delle ferie.
IL MANCATO RIENTRO DALLE FERIE: QUANDO DIVENTA ASSENZA INGIUSTIFICATA
Non sempre il mancato rientro dalle ferie è legato a motivi di salute. Può infatti verificarsi che il lavoratore prolunghi autonomamente il periodo di ferie senza autorizzazione o senza fornire una valida giustificazione. In questi casi il comportamento può integrare un'assenza ingiustificata, fattispecie generalmente sanzionata dai contratti collettivi.
Prima di applicare qualsiasi sanzione disciplinare, il datore di lavoro deve comunque rispettare la procedura prevista dalla legge. È necessario contestare formalmente il comportamento al dipendente e consentirgli di presentare le proprie giustificazioni entro i termini previsti. Solo al termine di questo iter potrà essere eventualmente irrogata una sanzione disciplinare.
ALCUNE ATTENZIONI PER I DATORI DI LAVORO
In presenza di un mancato rientro dalle ferie, è opportuno verificare innanzitutto le disposizioni del contratto collettivo applicato, che spesso individua specifiche sanzioni e stabilisce le modalità operative da seguire.
In particolare, è opportuno verificare:
se il contratto collettivo prevede una specifica sanzione per il mancato rientro dalle ferie;
quanti giorni ha a disposizione il lavoratore per presentare eventuali giustificazioni;
che la contestazione disciplinare sia tempestiva, specifica e contenga una chiara descrizione del comportamento contestato, indicando se il dipendente non ha comunicato l'assenza oppure ha fornito giustificazioni in ritardo;
che la contestazione venga notificata correttamente: in caso di consegna a mano è preferibile la presenza di un testimone, mentre raccomandata e PEC producono effetti secondo le regole previste per tali strumenti di comunicazione.
Una corretta gestione di questi passaggi consente all'azienda di tutelarsi ed evitare contestazioni sulla validità del procedimento disciplinare.
CONCLUSIONI
La malattia può incidere sulla fruizione delle ferie e, in determinate circostanze, determinarne la sospensione. Al tempo stesso, il mancato rientro al termine del periodo feriale richiede una gestione attenta da parte dell'azienda, nel rispetto delle procedure previste dalla normativa e dal contratto collettivo applicato.
Per questo motivo è sempre opportuno verificare attentamente le circostanze del caso e applicare correttamente quanto previsto dalla normativa e dal contratto collettivo.





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