MODULO TFR3

A cura di Marta Goldin
Con la pubblicazione del Decreto Interministeriale 4 settembre 2026, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, ha approvato in via definitiva il nuovo Modulo TFR3, contenuto nell'Allegato A del provvedimento. Il modello rappresenta uno degli strumenti operativi più importanti della riforma della previdenza complementare introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 e interessa tutti i lavoratori del settore privato assunti a partire dal 1° luglio 2026.
La Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (“Legge di Bilancio 2026) ha modificato l'articolo 8 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 introducendo un nuovo meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare per i lavoratori di prima assunzione. La riforma ha ridotto da sei mesi a 60 giorni dall'assunzione il termine entro il quale il lavoratore può esprimere la propria scelta sulla destinazione del TFR maturando.
Per dare attuazione alle nuove disposizioni, il decreto del 4 settembre 2026 ha formalmente adottato il Modulo TFR3, sostituendo il modello provvisorio utilizzato nella fase transitoria successiva all'entrata in vigore della riforma.
A CHI SI APPLICA IL MODULO TFR3
Il nuovo modello è destinato ai lavoratori di nuova assunzione con decorrenza successiva al 30 giugno 2026. In particolare, distingue tra:
lavoratori di prima assunzione nel settore privato;
lavoratori neoassunti che hanno già avuto precedenti rapporti di lavoro subordinato nel settore privato.
Restano esclusi dall'applicazione della disciplina il pubblico impiego e i lavoratori domestici.
QUAL È LA FUNZIONE DEL TFR3
Il Modulo TFR3 ha una duplice finalità:
attestare l'avvenuta informazione del lavoratore da parte del datore di lavoro;
consentire al lavoratore di esercitare le proprie opzioni in merito alla destinazione del trattamento di fine rapporto.
Nel modello il lavoratore dichiara di aver ricevuto informazioni riguardanti:
gli accordi e i contratti collettivi applicabili;
la forma pensionistica individuata per l'adesione automatica;
il funzionamento del meccanismo di silenzio-assenso;
le facoltà esercitabili entro 60 giorni;
le diverse opzioni disponibili per la destinazione del TFR.
LE SCELTE A DISPOSIZIONE DEL LAVORATORE
Attraverso il TFR3 il dipendente può manifestare la propria volontà scegliendo tra diverse opzioni:
1. Mantenere il TFR presso il datore di lavoro
Il lavoratore può decidere di lasciare il TFR in azienda oppure, per le imprese soggette all'obbligo di versamento, presso il Fondo Tesoreria INPS, secondo le regole ordinarie.
2. Conferire il TFR a una forma pensionistica complementare
Il dipendente può scegliere di destinare il TFR maturando al fondo pensione previsto dal contratto collettivo oppure a un'altra forma pensionistica complementare consentita dalla normativa.
3. Non effettuare alcuna scelta
Per i lavoratori di prima assunzione, il mancato esercizio di una scelta entro 60 giorni comporta l'applicazione del nuovo sistema di adesione automatica. In questo caso il TFR viene conferito alla forma pensionistica collettiva individuata dagli accordi o contratti collettivi applicabili. Se esistono più fondi, la destinazione avviene verso quello con il maggior numero di aderenti nell'azienda, salvo diversa previsione degli accordi aziendali. In assenza di forme individuate dalla contrattazione collettiva, opera il fondo pensione residuale disciplinato dal D.M. n. 85/2020.
GLI OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO
La pubblicazione del modello ufficiale rafforza l'importanza degli obblighi informativi aziendali. Il datore di lavoro deve:
consegnare tempestivamente al lavoratore la documentazione informativa;
illustrare il funzionamento della previdenza complementare;
indicare la forma pensionistica destinataria dell'eventuale adesione automatica;
acquisire e conservare il modulo debitamente compilato e sottoscritto.
La corretta gestione di tale fase assume particolare rilevanza sia sotto il profilo amministrativo sia sotto quello probatorio, soprattutto in presenza di successive contestazioni sulla destinazione del TFR.
CONSIDERAZIONI OPERATIVE PER LE IMPRESE
L'approvazione definitiva del TFR3 segna il passaggio dalla fase transitoria alla piena operatività della riforma della previdenza complementare.
Le aziende che assumono personale dal 1° luglio 2026 devono prestare particolare attenzione a:
aggiornare la modulistica interna;
verificare la corretta individuazione del fondo pensione di destinazione;
monitorare il rispetto del termine di 60 giorni;
conservare adeguatamente la documentazione sottoscritta;
coordinare gli adempimenti con il consulente del lavoro e gli uffici del personale.






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